Scioccante Adriano: "il calcio non mi da più gioia"

All’inizio sembrava solo il consueto problema di indisciplina: la trasferta in Sud America per le Qualificazioni mondiali col suo Brasile, le abituali trasgressioni notturne, l’areo che riporta in Italia i vari nazionali sudamericani, ma non colui che fu l’Imperatore. Da lì in poi è stata un’escalation inarrestabile di voci, indiscrezioni, testimonianze, che hanno di volta in volta tirato in ballo depressione, alcoolismo, delusioni sentimentali, amicizie pericolosissime, nel tentativo di decifrare il rebus Adriano.
Voci e indiscrezioni che alla fine hanno costretto il diretto interessato a uscire allo scoperto, prima parlando informalmente con alcuni giornalisti, poi convocando ieri pomeriggio una conferenza stampa tenutasi in un esclusivo hotel di Rio De Janeiro, in cui è arrivato l’annuncio choc: "E’ molto difficile per me dirvi che sto per fermarmi. A questo punto, voglio pensare e riprendere il controllo della mia vita, e vivere in pace, qualcosa che non sono stato capace di fare per molto tempo."
L’imperatore, quindi, per il momento dice basta. Basta col calcio, e basta col nostro paese, anche se non mancano parole affettuose per l’inter e il suo presidente: "Non ho nulla contro l’Inter, tanto meno contro Moratti, che per me è davvero come un padre. Però non mi piaceva vivere in Italia, mi sentivo sempre oggetto di pressioni. Ho sopportato pressioni molto forti fin da quando avevo 18 anni. In Brasile invece mi sento felice, vicino ai miei amici, ai miei familiari".
Adriano ha negato ovviamente tutte le notizie apparse sui mass media in questi giorni: "E’ stato molto triste vedere pubblicate sui giornali certe cose, tipo che mi drogo, che sono un alcolizzato. Non ho mai avuto a che fare con la droga e non sono nemmeno un alcolizzato. Se avessi fatto parte di tutto questo, non sarei stato un calciatore." E le amicizie pericolose? "Non è vero che i miei amici sono delinquenti. Certo, nella favela puoi incontrare trafficanti, e certo io, che lì ci sono nato, so chi sono, ma sicuramente non li frequento".
Tutto ruota invece attorno a quella parola magica: felicità. Quella felicità che negli ultimi anni il giocatore ha disperatamente inseguito fuori dal campo, perché il campo da calcio non era più in grado di dargliela. "Non provo più felicità a giocare a calcio. Tornerò quando dentro di me tornerà la gioia".
Se il suo addio al calcio è definitivo o momentaneo si vedrà, ma intanto è triste pensare che un tale fenomeno abbandoni perché il suo sport, che Adriano di sicuro ha molto amato, e di cui poteva diventare un protagonista di primissimo livello, non gli dà più allegria.
Ovviamente non finirà qui, perché proprio mentre le agenzie battevano le parole di Adriano, dal Brasile rimbalzavano nuove voci e nuove testimonianze. Come le parole di Marco Aurelio Cunha, il medico che aveva seguito l’attaccante durante il suo periodo di recupero a San Paolo, che non ha usato mezzi termini, definendo il giocatore un caso psichiatrico, e assicurando che le preoccupazioni erano tante, già da allora. Mentre in altri ambienti, più malignamente, si sostiene che di vero ci sia solo il fatto che Adriano vuole tornare in Brasile, e che tutti gli avvenimenti degli scorsi giorni siano solo il modo per arrivare alla rottura anticipata con l’Inter, dietro cui si celerebbe un’offerta già pronta del Flamengo. Anche perché, come ha ricordato sorridendo lo stesso Adriano ieri, "se torno a giocare in Brasile posso farlo solo al Flamengo, altrimenti mia nonna mi ammazza".
