De Rossi tra Derby, Champions e Terremoto in Abruzzo

«Il derby dopo il dramma in Abruzzo? Il clima è surreale. Scene quasi da film. Una tragedia più vicina e clamorosa da quando sono nato. Paesi e città devastate, parlare di calcio resta complicatissimo. Fermare il campionato? Non lo so. Forse questo poteva essere un motivo valido. Ma non passa e non deve passare il ricordo di questa settimana». Le prime parole di Daniele De Rossi sono per il terribile terremoto che ha colpito l’Abruzzo.
DERBY - De Rossi si sofferma poi sul prossimo derby con la Lazio. «Se non fosse per quello che è successo ci sarei arrivato più sereno, come è avvenuto negli ultimi due anni -spiega poi il centrocampista della Roma- Cerco la vittoria il gol con meno intensità, la Lazio sta come noi all’andata. Non mi fido delle crisi, si ritrovano energie e motivazioni facendo gruppo. Se pensiamo di puntare sulla loro serie negativa sbagliamo di grosso. Nel derby non ci sono mai favoriti». Personalmente, spiega poi De Rossi«il derby lo sento sempre molto, ma ora so gestire la tensione. Agli inizi ero quasi pietrificato e la cosa non mi piaceva».
OBIETTIVO CHAMPIONS - Il centrocampista giallorosso parla poi dell’obiettivo quarto posto. «Se dovesismo fallire il quarto posto sarebbe una stagione sfortunata. Sicuramente è un obiettivo alla nostra portata. In questa stagione hanno influito i tanti infortuni, ma ci abbiamo messo anche del nostro soprattutto all’inizio». Per raggiungere l’obiettivo, la Roma deve fare meglio di Genoa e Fiorentina. «La cosa è fattibile, perché mancano ancora diverse partite -dice De Rossi- e abbiamo visto che se cominciamo a vincere un paio di partite di seguito, e una può essere proprio il derby, poi riusciamo a infilare una serie positiva. Però non sarà facile perché non possiamo dire di essere superiori a Genoa e Fiorentina, dato che è tutto l’anno che gli stiamo dietro. Il Genoa, in particolare, mi ricorda la Roma degli anni passati per il bel gioco. La sorpresa, per me, è vedere la Roma indietro».
GRUPPO UNITO - Nonostante le difficoltà di questa stagione, De Rossi si dice convinto che «il gruppo è ancora più unito di prima». «Ormai sono diversi anni che giochiamo insieme -aggiunge- e a mio parere c’è molta più amicizia nello spogliatoio». I cambi di modulo, secondo il centrocampista, non hanno influito sul rendimento della squadra: «E’ cambiata l’accusa nei nostri confronti, non è vero che abbiamo cambiato troppo. Prima ci dicevano che le cose andavano male perché giocavamo sempre allo stesso modo. La differenza, alla fine, la fanno sempre lo stato fisico e le motivazioni dei giocatori. Poi, quando abbiamo cambiato modulo col il Chelsea, siamo riusciti a vincere diverse partite».
ARBITRI - De Rossi torna poi sul suo sfogo dopo Inter-Roma, spiegando di non essersi sentito «abbandonato dalla società». «Quando dico certe cose -spiega- sono consapevole di qello che faccio. Sono un giocatore della Roma, ma anche un uomo, e vado avanti per la mia strada prendendomi le mie resposabilità. Mi hanno fatto piacere i cori dei tifosi, ma è normale che un dirigente o un presidente deve stare attento quando dice certe cose». «Ho parlato con Collina -conclude De Rossi- per spiegargli che la mia stima nei suoi confronti resta invariata. L’ho tirato in ballo per il suo ruolo di responsabile degli arbitri, ma avendo probabilmente commesso un errore dialettico nel mio sfogo non volevo che le mie parole venissero male interpretate».
SPALLETTI - Nessun dubbio, infine, sul futuro di Luciano Spalletti. Comunque vada, per De Rossi, il tecnico toscano resterà alla Roma anche l’anno prossimo: «Ha un contratto, ha sposato un progetto, ha dato una parola, ha tante cose da fare che quest’anno non è riuscito a fare e avrà voglia di tornare su quei livelli eccellenti ai quali ci ha portato e, viceversa, noi abbiamo portato lui».
